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The James Bond 007 Dossier

Bond, James Bond.

10. November 2015 09:17
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Spectre 007 - La Resa Dei Conti

10. November 2015 09:17 by m | 0 Comments

More SpectreSpectre coverage, this time in the Italian film magazine, News Cinema.

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SpectreSpectre

Dopo SkyfallSkyfall il nuovo 007 di Sam Mendes tra nostalgia e azione

di Carlo Andriani
“Il mio nome è Bond, James Bond”

24 film, 6 attori, 60 anni di cinema. Poche ma significative cifre che rappresentano alla perfezione

la celebre saga nata dai romanzi di lan Fleming, divenuta una pietra miliare del cinema di spionaggio. Una serie di film in continuo divenire che, dopo la parentesi semi-seria di Pierce Brosnan, ha avuto nuova linfa con Casino RoyaleCasino Royale, lo spettacolare “reboot” della saga firmato da Martin Campbell e interpretato dall’allora “nuovo” James Bond, Daniel Craig. Un capitolo seguito dal debole Quantum of SolaceQuantum of Solace, dallo spettacolare SkyfallSkyfall e, ovviamente, dairultimissimo SpectreSpectre per cui, per la prima volta nella Craig-Saga, torna dietro la macchina da presa Sam Mendes, il regista premio Oscar nel 2000 per American Beauty. Come tradizione vuole, anche questa volta gli elementi della serie ci sono tutti: le splendide location (Roma, Città del Messico, Solden, Tangeri), le bellissime bond-girl (Monica Bellucci, Lea Seydoux, Naomie Harris), i gadget di Q e ovviamente l’immancabile humour inglese. Eppure qualcosa non convince di questo SpectreSpectre.

James Bond scopre l’esistenza di SpectreSpectre, una misteriosa organizzazione guidata da un terribile nemico legato al suo passato; le rigide direttive di M gli impediscono di agire liberamente ma Bond, aiutato da Moneypenny e Q, farà di tutto per distruggere la SpectreSpectre e proteggere allo stesso tempo Madeleine Swan, la figlia di uno dei suoi più acerrimi nemici...Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica di SkyfallSkyfall, non era facile realizzare uno 007 all’altezza. Eppure Sam Mendes ce l’ha messa tutta. SpectreSpectre è infatti non solo un omaggio alla nuova serie con Daniel Craig, ma anche ai 23 capitoli che lo hanno preceduto. Allontanatosi dallo stile crudo e realistico degli ultimi tre film, Mendes sviluppa un’opera caratterizzata da quell’ironia che è stata per oltre 50 anni l’asse portante della saga. Un obiettivo ambizioso che però risulta riuscito solo in parte. Un po’ perché Daniel Craig è un attore più fisico che ironico e un po’ perché la saga iniziata con Casino RoyaleCasino Royale è molto lontanadai “giocattoli” interpretati da Pierce Brosnan. In ogni caso SpectreSpectre parte nel migliore dei modi: la complicatissima scena a Città del Messico e l’iconica e onnipresente sequenza animata dei titoli di testa (sviluppata sulle note di Writing’s on thè wall di Sam Smith) sono una vera e propria gioia per gli occhi. Le scene a Roma, pur essendo caratterizzate da incredibili inseguimenti, risultano poco convincenti neH’umorismo a tratti grottesco e nell’utilizzo forzato di personaggi come Lucia Sciarra di Monica Bellucci, presente poco più di cinque minuti nel film.

Il villain della storia poi, Franz Oberhauser, nonostante sia interpretato da un attore che di villain se ne intende come Christoph Waltz, ha uno spazio troppo ridotto per incutere timore al super-eroe che, senza un supercattivo da combattere, perde inevitabilmente parte del suo appeal. Ma del resto il protagonista di SpectreSpectre è molto più umano di quello che possiamo pensare. Sam Mendes svela finalmente allo spettatore il misterioso passato di James Bond ricollegando così i tanti dettagli disseminati nell’era Craig: chi ha amato Casino RoyaleCasino Royale, Quantum of SolaceQuantum of Solace e SkyfallSkyfall può finalmente tirare le somme e capire qualcosa di più del celebre agente segreto con la licenza di uccidere; un’analisi in chiave moderna del personaggio di James Bond che rende SpectreSpectre un film in grado di mantenere l’indiscutibile classe ed eleganza della saga di 007.


Daniel Craig

Nato per essere l’agente 007!

di Francesca Coppola
Il mio nome è Bond. Lo conosciamo tutti, 0 tutti siamo in attesa dell’uscita di SpectreSpectre, il ventiquattresimo capitolo dell’intera serie che vede protagonista il celeberrimo agente 007. All’indomani della premiere (avvenuta a Londra il 26 ottobre, con tanto di reali britannici al Royal Albert Hall), il nuovo film è il trionfo di un Daniel Craig virile ed elegante, che regala scariche d’adrenalina al pubblico senza chiedere nulla in cambio. La trama si fa misteriosa, carica di suspense e tensioni che conducono il protagonista dall’altra parte del globo fino in terra nostra: è infatti a Roma che è stanziata SpectreSpectre, un’organizzazione di cui è meglio non parlare. Craig è il sesto successore della spia britannica che ha raccolto l’eredità di Pierce Brosnan, facendone tesoro ma, allo stesso tempo, delineando un personaggio completamente diverso. Un agente doppio 0 giovane e agli inizi della sua carriera lavorativa, che si mostra molto spesso vulnerabile e inesperto in confronto ai suoi predecessori, tanto da aver meritato al noto Casino RoyaleCasino Royale del 2006 il compito di un riavvio della serie, che conta fino ad oggi quattro episodi. Nel primo, diretto da Martin Campbell, viene a presentarsi la genesi del personaggio, che mantiene i riferimenti strutturali con il tipico Bond ma si confronta con i propri tratti distintivi e viene indagato dall’attore nelle sue nuove possibilità espressive. E’ per questo che si può rintracciare una linea di continuità in mezzo al nuovo: Craig spinge il suo personaggio al limite senza tuttavia mai superarlo, restando fedele ai dettami della classicità della serie. Con Quantum of SolaceQuantum of Solace, per la regia di

Marc Forster nel 2008, il Bond dell’attore inglese si scontra con la propria irruenza e dovrà imparare a gestire il proprio temperamento, in un’analisi introspettiva alquanto raffinata. I cliché sono quasi del tutto abbandonati a favore di una maniera più realistica e certamente più moderna di rappresentazione della figura dell’agente-spia. Premiato con due Oscar, un Golden Globe e due BAFTA, giunge il crepuscolare SkyfallSkyfall nel 2012, tra le sapienti mani di Sam Mendes. In esso, prende vita un Craig/Bond potente e leggero, ormai spoglio della statica iconicità del passato. Una palinodia, una similitudine con l’epica fenice, leggendaria cosi come la caduta presente nel titolo del lungometraggio. Perché non c’è rinascita se prima non si è toccato il fondo. Dopo il secondo capitolo che aveva lasciato l’amaro in bocca, SkyfallSkyfall si presenta come un’esplosione delle immense possibilità dell’universo seriale del cinema spionistico in questione. Ormai completamente a proprio agio nello smoking caratteristico della spia britannica, Craig conduce il personaggio a fare i conti col passato: soltanto cosi potrà liberarsene una volta per tutte, eliminando quella pesantezza che sembrava incombere su di lui negli episodi precedenti. Profondo, deciso, irremovibile, Bond emerge dall’oscurità per catapultarsi direttamente nel cuore dell’azione, combattendo la solita megalomania del villain di turno e non deludendo le aspettative dei più affezionati. Mendes è di nuovo alla regia delle nuove avventure di 007, ormai prossime al grande schermo. Se il terzo capitolo riconduceva la serie alle origini, tra eleganza e humour inglese, consolidando Craig nelle distinte vesti dell’agente, SpectreSpectre si sofferma con ancor più perizia sulla psicologia del protagonista, in un dibattito tra presente e passato che non ha paura di risultare un tantino contraddittorio. Una rilettura di questa grande e mitica figura cinematografica che spiazza, stupisce ma anche rincuora. C’è soltanto un’ultima cosa da dire: a novembre, assicuratevi il posto in poltrona.

[Source: News Cinema, Ottobre 2015. P.1, 4-8.  www.newscinema.it]

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